TESORI RITROVATI: Storie di Crimini e di Reperti Trafugati

immagine Mostra MANN "Tesori Ritrovati"

La mostra “Tesori ritrovati: storie di crimini e di reperti trafugati “  è il risultato di un importante progetto nato da un protocollo d’intesa tra il MANN e la Procura della Repubblica di Napoli, con il coinvolgimento dei Carabinieri TPC, dell’Università degli Studi di Napoli Federico II con il coordinamento dalla dott.ssa Daniela Savy. L’iniziativa, promossa dal dottor Paolo Giulierini e sostenuta dal Prof. Massimo Osanna, ha unito attività investigative, ricerca e divulgazione, trasformando i risultati delle indagini in un racconto coinvolgente e accessibile, concepito come un vero e proprio viaggio tra crimini, indagini e recuperi nel nome della legalità e del patrimonio culturale italiano.

L’obiettivo è denunciare il traffico illecito di opere d’arte come un crimine che mina profondamente la nostra identità nazionale, sensibilizzando sul valore del patrimonio culturale e promuovendo la responsabilità collettiva nella sua tutela. La mostra guida i visitatori attraverso le dinamiche del mercato nero dell’arte e gli effetti devastanti del saccheggio, offrendo uno spaccato sulle attività di contrasto.

Esposti per la prima volta, circa 600 oggetti archeologici di straordinaria varietà e provenienza – ceramiche, bronzi, terrecotte, marmi, monete – testimoniano la ricchezza culturale del Mezzogiorno antico. Il loro eccellente stato di conservazione rivela spesso la loro provenienza da contesti funerari, violati da scavi clandestini. Oggi, grazie all’impegno delle istituzioni coinvolte, questi reperti tornano a essere patrimonio di tutti.

La mostra diventa così uno strumento educativo e di memoria, per riflettere sulla fragilità dei beni culturali e sulla necessità di proteggerli per le generazioni future.

Marialucia Giacco – Funzionario Archeologo presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN)

Mostra MANN
Mostra: “Tesori Ritrovati: Storie di Crimini e di Reperti Trafugati” – Museo Archeologico Nazionale di Napoli MANN
Statua di SatiroProvenienza non nota - Marmo - I secolo a.C. Giovane satiro danzante, avvolto in un mantello di pelle di capra, che regge un grappolo d'uva nella mano destra e stringe nella sinistra il tipico bastone da pastore. Questa scultura costituisce una delle iconografie più diffuse e apprezzate per le decorazioni da giardino in età romana, periodo durante il quale il soggetto fu replicato in numerose varianti. La scultura, appartenuta alla collezione privata di Raffaele Gargiulo, rinomato mercante di antichità ed esperto restauratore, figura eclettica e controversa nella storia del Real Museo Borbonico e del commercio di antichità nella prima metà del XIX secolo, costituisce uno dei primi esempi di opere d'arte confiscate da un'autorità pubblica, di cui fu vietata l'esportazione, prima di essere infine acquisita dal Museo di Napoli nel 1842.
Statua di Satiro
Provenienza non nota – Marmo – I secolo a.C.
Giovane satiro danzante, avvolto in un mantello di pelle di capra, che regge un grappolo d’uva nella mano destra e stringe nella sinistra il tipico bastone da pastore. Questa scultura costituisce una delle iconografie più diffuse e apprezzate per le decorazioni da giardino in età romana, periodo durante il quale il soggetto fu replicato in numerose varianti.
La scultura, appartenuta alla collezione privata di Raffaele Gargiulo, rinomato mercante di antichità ed esperto restauratore, figura eclettica e controversa nella storia del Real Museo Borbonico e del commercio di antichità nella prima metà del XIX secolo, costituisce uno dei primi esempi di opere d’arte confiscate da un’autorità pubblica, di cui fu vietata l’esportazione, prima di essere infine acquisita dal Museo di Napoli nel 1842.

 

La Dott.ssa Giacco, che ha redatto il testo, accoglierà anche il gruppo di allievi. Sentita la responsabile della Segreteria del MANN, Le confermo che era stato previsto dalla direzione ingresso gratuito per i partecipanti.

PROGRAMMA VISITA GUIDATA DEL 26 GIUGNO 2025 – CORSO DI ALTA FORMAZIONE IN “CRIMINOLOGIA DELL’ARTE”

  • ore 9:30 appuntamento all’ingresso del MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli – Piazza Museo 18/19, 80135 Napoli;

 

  • 12:45 Visita alla Cappella San Severo – Via Francesco De Sanctis, 19/21 80134 – Napoli;

 

  • Fermata a Piazza San Domenico Maggiore;

 

  • Percorrendo Via Benedetto Croce arriveremo a Piazza del Gesù dove visiteremo la Chiesa di Santa Chiara e l’annesso Chiostro per poi giungere alla Chiesa del Gesù Nuovo;

 

  • Proseguiremo fino alla Piazzetta S. Spirito e arriveremo poi alla Metropolitana di Via Toledo, la più bella d’Europa per le sue Opere e il suo Maiolicato;

 

  • Proseguiremo per Via Toledo dove godremo della bellissima vista del Palazzo Reale, della Galleria Umberto I di Napoli, del Teatro San Carlo, della prospiciente Piazza Trieste e Trento e Piazza del Plebiscito dove ammireremo la bellissima Chiesa di San Francesco di Paola con l’ammiragliato da un lato e la Prefettura dall’altro, dove il Dott. Di Vaia continuerà ad eloquire di arte e di storia.
    Subito dopo, finalmente potremo gustare un caffè al famoso Bar Gambrinus.
    La tradizione vuole che nel 1892, tra un caffè e un sorbetto nel suddetto Bar, il Vate (Gabriele D’Annunzio) fosse sfidato dall’amico Poeta Ferdinando Russo a scrivere una canzone in napoletano. D’Annunzio, scrisse di getto il testo, a matita e sul marmo di un tavolino del Caffè (tavolino conservato poi dal cameriere Ciccillo), prendendo ispirazione, si dice, da una bella ragazza che sorseggiava un caffè ai tavolini del Gambrinus. Una canzone tra tutte: “ ’A vucchella”, poi musicata da Francesco Paolo Tosti che, dopo la pubblicazione di Giulio Ricordi nel 1907, trovò successo internazionale grazie all’interpretazione di Enrico Caruso.

 

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