Un Patrimonio Tangibile tra storia e innovazione

Un Patrimonio Tangibile tra storia e innovazione

Il mare Mediterraneo è, a tutti gli effetti, un gigantesco Museo archeologico subacqueo a cielo aperto. Non deve stupire che in Sicilia, la Sovrintendenza del mare è stata la prima in Europa ad essere creata a carattere interdisciplinare e il cui territorio di competenza sono proprio le acque che circondano l’Isola. La realizzazione avvenne proprio nel 2004, ed ha rappresentato un esempio nella ricerca subacquea da seguire per tutto il mondo. E’ grazie all’archeologoSebastiano Tusache si è prodigato al Centro Regionale per la Progettazione e il Restauro della Regione Siciliana, creando nel 1999 il Gruppo di Indagine Archeologica Subacquea Siciliana, conosciuto con l’acronimo diG.I.A.S.S.

E’ costituito da operatori subacquei, archeologi, ingegneri, architetti, geologi, ricercatori, bibliografici, geometri, fotografi, informatici e disegnatori, nonché da un gruppo che cura la gestione amministrativa, ha come compiti istituzionali la ricerca, la valorizzazione e la tutela – in collaborazione con le Soprintendenze e le Forze dell’Ordine – del patrimonio archeologico sommerso regionale. La struttura, già nella sua fase formativa, ha operato con successo effettuando numerose campagne di ricognizione, documentazione e rilievo nonché recupero di reperti di epoche varie.

Il Servizio per il Coordinamento delle Ricerche Archeologiche SottomarineS.C.R.A.S.dell’Assessorato ai Beni Culturali e Ambientali della Regione Siciliana, Dipartimento dei Beni Culturali ed Ambientali e dell’Educazione Permanente, è la naturale evoluzione del Gruppo d’Indagine Archeologica Subacquea Sicilia (G.I.A.S.S.), inoltre estende la tutela e la rafforza con delle norme condivise che possono essere applicate anche a tutti i paesi transfrontalieri.

Va innanzitutto considerato il contributo fornito alla determinazione del sito dellaBattaglia delle Egadidel10 marzo del 241 a.C., che decise la caduta di Lilibeo nelle mani dei Romani, la conclusione della I Guerra Punica e la nascita di un Impero Romano mediterraneo, in conseguenza dell’adéritos exousía, l’incontestabile autorità’ menzionata daPolibio, indagini che oggi consentono di accertare con sicurezza la reale dinamica della battaglia. Una serie di ceppi di ancore ellenistiche con numerazioni romane progressive, nonché la presenza di un rostro e di alcuni elmi, permisero di accertare la dinamica della battaglia. Anche la costituzione, in quel periodo, dellaSoprintendenza del Maree lo studio che venne condotto degli scafi delle diverse imbarcazioni, la romana e la punica, con tradizioni differenti ma coeve per sedimenti depositati, contribuirono a tracciare una chiara dinamica della battaglia.

La scoperta di armi antiche arricchisce il nostro patrimonio di conoscenza sulla Battaglia delle Egadi. Un momento che ha segnato la storia della civiltà mediterranea il cui merito va al compianto assessoreSebastiano Tusa, artefice dell’individuazione del luogo della battaglia. Sono stati recuperati nello stesso areale, alla profondità di 80 mt, due elmi di pregiatissima fattura. Questi e altri reperti, restaurati e catalogati, sono in esposizione presso il Museo della “Battaglia delle Egadi”, nell’isola di Favignana. Anche una spada in metallo, repertata, rappresenta una importante scoperta, la sua superficie ha una lunghezza di circa settanta centimetri con una larga lama di cinque centimetri, appartenuta ai soldati di uno dei due eserciti. Si presenta totalmente incrostata dagli organismi marini che in più di duemila anni l’hanno avvolta, le indagini chiariranno altri risultati scientifici. Questi ritrovamenti di rilievo confermano il valore delle collaborazioni tra la Regione Siciliana, gli enti scientifici, fondazioni private e centri di ricerca che sviluppano alte tecnologie. “Le ricerche in mare, inizialmente condotte unicamente in maniera strumentale dalla Soprintendenza del Mare e dallaRPM nautical foundation, da tre anni si sono avvalse della competenza dei subacquei altofondalisti dellaGlobal Underwater Explorerche, con l’indagine diretta dei subacquei e il recupero dei reperti individuati, hanno dato impulso e velocità alle complesse operazioni finora assicurate da unrobot subacqueo(Rov). I reperti, dopo lo studio e il restauro, andranno ad arricchire l’esposizione all’interno dell’ex stabilimento Florio di Favignana dove, in una sala allestita con spettacolari elementi multimediali, sono esposti i rostri e gli elmi recuperati nelle campagne precedenti. La storia della battaglia è completata da una proiezione immersiva su sei schermi che racconta il tragico scontro tra le due flotte dal punto di vista dei due comandanti, Lutazio Catulo e Annone”.

https://www2.regione.sicilia.it/beniculturali/archeologiasottomarina/sez_eventi/egadi_luglio_2019.htm

I reperti che il mare restituisce sono di grande importanza poiché consentono di meglio comprendere la cultura dei popoli del Mediterraneo con i suoi aspetti fondamentali, quali il rispetto dei valori e dei saperi millenari di una civiltà marinara che aveva il suo fondamento sull’osservazione rituale dei ritmi della natura, minimo comune denominatore del mare Mediterraneo, il cui sapere e la cui conoscenza è l’obiettivo del nostro lavoro. Le numerose indagini condotte, le ricerche, gli studi sono sempre il frutto di un sapere interdisciplinare a cui concorrono numerosi specialisti i cui studi coinvolgono a quell’unico sapere. Ma il lavoro non è mai terminato, bensì possiamo solo immaginare il suo prosieguo. La corretta estrazione dai fondali, la cura successiva al loro ritrovamento, la tutela in ambiente protetto, la documentazione che accompagna i reperti durante tutte le fasi, la conservazione della loro custodia, le indagini che precedono il restauro, le fasi stesse del restauro, la musealizzazione ed infine la documentazione che li dona ad un pubblico di amatori e studiosi di ogni età, provvederanno a fare i collegamenti storici necessari. Lo specchio d’acqua dinanzi alle isole Egadi, infatti, è stato teatro della decisivaBattaglia delle Egadi,che ha visto la vittoria dei Romani sui Cartaginesi nellaI° Guerra Punica, cambiando il corso della storia. Alle Egadi, Sebastiano Tusa ha creato il più grandeParco subacqueoal mondo, visitabile con la guida dei diving di riferimento, e il museo ubicato nell’ex Stabilimento Florio di

Favignana.

Le indagini, che il Soprintendente Sebastiano Tusa ha avviato, nonché i suoi studi, le sue deduzioni ed intuizioni ci convincono che i Musei sommersi, che aveva ipotizzato, rappresentano un eccezionale sbocco di grande respiro.

La Museologia è in grado di elaborare nuove e più avvincenti soluzioni. Il mare conserva una quantità di reperti ancora neanche quantificabile, la loro estrazione per lo studio e per la tutela a cielo aperto è necessariamente da contenere, poiché non tutto possiamo pensare di destinarlo ai musei che sono degli spazi comunque limitati.

I musei sommersi sono una grande intuizione e l’archeologo Tusa aveva cominciato a pianificare questa realtà, impostando una corretta strategia per trattare i fondali e creare ambienti adeguati alla loro tutela e fruizione da parte del pubblico.

DAN Europe Foundationè un’organizzazione di ricerca internazionale che da 40 anni garantisce consulenza per le emergenze subacquee in tutto il mondo e promuove la sicurezza delle immersioni attraverso specifici programmi di formazione. Uno dei principali obiettivi della DAN Europea è lo sviluppo di metodologia per il monitoraggio in tempo reale dei parametri fisiologici durante l’immersione, consentendo un contatto costante con il subacqueo e garantendo la trasmissione dei parametri fisiologici a una centrale di controllo.

 

a cura diArch. Rosa Anna Argento

 

  • Ustica- Prima rassegna del mare- Sebastiano 2-4 ottobre 2023;
  • Un ricordo di Sebastiano Tusa nel cinquantesimo anniversario del rinvenimento dei Bronzi di Riace- a cura di Valeria Li Vigni e Carmelo Malacrino;
  • Sulle Rotte di Sebastiano- a cura di Maria Laura Crescimanno;

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