L’equinozio deriva dall’espressione latina “aequa nox”, ossia “notte uguale (al dì)”, perché indica proprio quel momento in cui “il Sole”, attraversando l’equatore celeste (proiezione dell’equatore terrestre sulla volta celeste) lascia l’emisfero celeste boreale per entrare in quello australe”, come spiega l’Istituto Nazionale di Astrofisica. “In qualunque luogo del mondo – si legge – il dì (la parte del giorno di 24 ore in cui il Sole è sopra l’orizzonte) ha praticamente la stessa durata della notte”. ll giorno e la notte si alternano grazie alla rotazione del nostro pianeta su sé stesso. Il suo asse di rotazione di solito è inclinato di circa 23,27 gradi rispetto al piano immaginario che segue mentre ruota attorno al Sole. In base al momento dell’anno, cambia l’emisfero più inclinato verso il Sole e per questa la ragione si alternano mesi più caldi ad altri più freddi.
Perché l’equinozio d’autunno cambia di anno in anno
Molti pensano che l’equinozio d’autunno cada il 21 settembre ma non è così. In realtà la data più comune per questo fenomeno non è fissa: può variare tra il 21 e il 24 settembree quest’anno è avvenuto il 22 settembre. Questo perché l’anno solare non dura esattamente 365 giorni: c’è uno scarto di qualche ora e, complice l’introduzione degli anni bisestili per compensare questa differenza di tempo, le date e gli orari degli equinozi cambiano di anno in anno. L’Equinozio d’autunno è anche rappresentativo della fine dell’estate e dell’inizio dell’autunno ed insieme all’equinoziodi primavera rappresenta il giorno in cui le ore di luce sono uguali a quelle di buio, ossia abbiamo 12 ore di luce solare e 12 ore di notte.
Il cambiamento più marcato riguarda la natura e più nello specifico il fogliame.
Il verde estivo lascia il posto alle magiche colorazioni autunnali.
I colori dominanti diventano variazioni di rosso scarlatto e carminio, il giallo che si mescola all’ocra e il marrone, dei tronchi più spogli e dei letti di foglie ormai adagiate al suolo.
L’equinozio d’autunno occupa un posto di rilievo in vari miti e folklore. Nella mitologia greca, è associato alla discesa della dea Persefone negli Inferi, che segna l’inizio dell’inverno.
Allo stesso modo, nel folklore giapponese l’equinozio è un momento in cui il velo tra il mondo fisico e il mondo degli spiriti è più sottile, consentendo la comunicazione con i defunti.
Nella tradizione celtica, invece, l’equinozio d’autunno , o Mabon, viene celebrato come un momento di ringraziamento per la generosità della Terra. È il momento di onorare il cambiamento delle stagioni e l’equilibrio tra luce e oscurità. Sebbene l’equinozio sia visto come un momento di equilibrio , è anche visto come un momento di transazione, poiché la luce lascia il posto all’imminente oscurità dell’inverno.




