Con il presente lavoro di tesi verrà analizzato un lato oscuro dei crimini contro il patrimonio artistico si partirà dagli albori. I vespri siciliani all’inizio la mafia fu collegata a riti iniziatici e misteriosi. L’obiettivo era rimanere nell’anonimato. L’altra cosa importante era creare suggestione degli affiliati. Con il passare degli anni si rimodellano con la mafia che risolse tensioni sociali ebbe sempre più potere soprattutto con l’unione Sicilia Brooklin per continuare con i crimini sull’arte. Come c’era scritto in un pizzino di Matteo Messina Denaro “con il traffico dell’arte si sostentiamo le famiglie” si ritengono cruciali le indagini dei giudici Falcone e Borsellino giudici che hanno perso la vita, le loro attività hanno onorato il loro ricordo creando dei murales nelle città di Palermo, Trapani, Milano, che sono stati distrutti. In uno di questi l’artista aveva lavorato otto mesi e solo dopo pochi giorni l’opera fu distrutta.
Un attacco offensivo alla memoria dei giudici è una grande offesa ai valori di legalità. La tutela del patrimonio artistico rappresenta l’articolo 9 della Costituzione italiana, il dovere della Repubblica italiana di promuovere lo sviluppo culturale e scientifico oltre che tutelare il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. L’elaborato si pone l’obiettivo di ripercorrere momenti importanti nella lotta al crimine del patrimonio artistico, al furto del quadro di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, il quadro si intitolava “La Natività”. Purtroppo, la mafia è penetrata in Tutto il tessuto sociale. Negli anni successivi si fecero delle indagini. Il critico d’arte Vittorio Sgarbi ha parlato dell’importanza del quadro e ha stimato il suo valore in trenta milioni di euro. Il quadro ricercato ancora oggi nelle indagini si è incluso anche il Vaticano. Ho scelto questo argomento per un grande senso di giustizia, nello studio dell’importanza di tutelare i beni culturali se non lì tuteliamo non tuteliamo noi stessi. Il metodo di ricerca che ho usato dopo essermi documentata a riguardo ho fatto un lavoro di interviste.
La tesi è articolata in tre capitoli. Nel primo capitolo parlo dei metodi della mafia di distruggere il mondo dell’arte parlo di giudici che combattevano la mafia e degli anni Settanta di come il mafioso Messina Denaro raccogliesse soldi da un suo amico Gianfranco Becchina che aveva una galleria d’arte a Basilea fu trafficante e inviava buste piene di soldi a Messina Denaro. Purtroppo, la mafia metteva le mani su tutto le opere. Il traffico illecito delle opere d’arte è stimato intorno gli otto miliardi di euro un investimento lucroso. Questo andava dal furto alla falsificazione l’altro lavoro veniva svolto dai tombaroli. Nel secondo capitolo è menzionato il lato psicologico del perché si commettano i reati. Menziono anche la sociologia sociale che va ad approfondire la psicologia la psicologia alla sociologia, scienze che studia come interagiscono le relazioni tra l’individuo e altri membri della società.
Lo studio del conformismo, l’alterazione nei gruppi, il cambiamento degli atteggiamenti. I comportamenti illegali, le malattie mentali nel corso dei secoli opere distrutte per cause come un collezionista messicano Martin Mobarak che ha distrutto un’opera di Frida Kahlo nella città di Miami in una in un party dopo aver bevuto aperitivi ha preso una custodia nera è uscita l’opera di Frida l’ha tolta dalla cornice nera è messa in una coppa di Martini gigante con ghiaccio e carburante e gli diede fuoco la coppa si è trasformata in un altare simbolico compiendo un rito di sacrificare un pezzo di arte fisica in arte digitale. Nel terzo capitolo parlo di distruzione di murales da quello di Diego Rivera di murales dei giorni nostri. Altri murales dei giudici Falcone e Borsellino, dei murales a Palermo Trapani e Milano. Lato psicologico della distruzione dei murales e l’articolo 369 del Codice penale la persona che si autocalunnia la pena di reclusione varia da un anno a tre.
diCarmen Vecchio,
Pittrice
Corsista I Edizione Corso di Alta Formazione in “Criminologia dell’Arte”,
da Giarre (CT).




