Restauro o Contraffazione? Crimini a regola d’arte.

In foto: Rita Maione, discussione Tesi Corso di Alta Formazione in "Criminologia dell'Arte"

«Alcuni artisti imitano la natura, altri imitano l’arte, ma tutti sono imitatori». Con questa celebre frase, uno dei più abili contraffattori di opere d’arte del secolo scorso, l’inglese Eric Hebborn, giustificò l’uso del proprio talento artistico nella riproduzione di dipinti e sculture di grandi maestri del passato, di una tale perfezione da ingannare il mercato mondiale dell’arte.

Se è vero che il reato di contraffazione non si applica ai restauri artistici che non abbiano ricostruito in modo determinante l’opera originale, è anche vero che la storia è piena di artisti e restauratori che hanno “prestato” le loro conoscenze a questa pratica illecita.

Solo l’imitazione sorretta da intento fraudolento, desumibile dalla confondibilità dell’opera e da altri dati oggettivi come le modalità di realizzazione e di vendita, cioè volta ad ingannare sulla provenienza dell’opera, turba la correttezza del mercato dell’arte, intacca la fiducia delle persone verso l’arte, lede gli interessi patrimoniali degli acquirenti e, in caso di artista imitato contemporaneo, gli interessi morali e patrimoniali di questo.

Nel mio elaborato ho riportato le tecniche e la storia del restauro e poi le possibili tecniche diagnostiche e le figure professionali, restauratori e diagnosti, che più di tutti possono aiutarci nello smascherare le contraffazione.

Grazie alla collaborazione dei Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, ho studiato alcuni dei casi di contraffazione che negli ultimi anni hanno portato a sequestrare molte opere contraffatte. In molti casi i restauratori si sono prestati ad interventi che hanno alterato queste opere, in particolare ho individuato alcune tra le forme più frequenti di contraffazione: alterazione, ritagli , rifacimenti e sostituzioni.

Questo si ha confermato che il restauratore è potenzialmente un ottimo falsario, ma la differenza la fa l’etica professionale, che lo trasforma invece in una figura fondamentale nell’analisi di opere contraffatte.

Il restauratore può sempre scegliere quando fermarsi, cosa accettare di fare e cosa non accettare, conferendo la giusta dimensione al suo intervento e scegliendo di mettere “a servizio della legalità” le proprie competenze.

 

diRita Maione
Restauratrice
Corsista I Edizione Corso di Alta Formazione in “Criminologia dell’Arte”,
da L’Aquila.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati*