Il collezionismo sportivo rappresenta oggi un fenomeno culturale e sociale di grande rilevanza, capace di unire la passione individuale alla memoria collettiva e alle logiche complesse del mercato globale. Questa tesi analizza il collezionismo sportivo come nuovo campo di interesse per la criminologia dell’arte, concentrandosi in particolare sul caso di Diego Armando Maradona, figura emblematica in cui mito, identità popolare e valore economico si intrecciano in modo unico.
Attraverso un approccio interdisciplinare che integra prospettive storiche, giuridiche, economiche e criminologiche, il lavoro indaga le modalità con cui gli oggetti sportivi – come maglie, scarpini o cimeli personali – si trasformano in beni culturali dotati di valore simbolico e patrimoniale. L’esperienza diretta maturata all’interno del Museo Maradona e l’analisi della Collezione Vignati offrono un punto di vista privilegiato sul rapporto tra conservazione, autenticazione e valorizzazione dei cimeli.
La tesi affronta inoltre il tema delle falsificazioni, dei furti e del traffico illecito di oggetti sportivi, mostrando come tali fenomeni rispecchiano, nel contesto sportivo, le stesse dinamiche criminali tipiche del mercato dell’arte. Casi come la maglia dei Mondiali del 1986, la barca “Dalmin” o il trofeo Golden Ball diventano strumenti di riflessione sul delicato equilibrio tra valore affettivo, simbolico ed economico.
In conclusione, il lavoro propone una lettura del collezionismo sportivo come forma contemporanea di patrimonio culturale, la cui tutela richiede strumenti normativi e conoscitivi specifici. Riconoscere e proteggere questi oggetti significa non solo preservare la memoria di un campione come Maradona, ma anche difendere una parte fondamentale della storia e dell’identità collettiva legata allo sport.
diGiuseppina Iacovelli
Curatore d’Arte
Corsista I Edizione Corso di Alta Formazione in “Criminologia dell’Arte”,
da Napoli.




