I mesi estivi segnano l’inizio di una vita più lenta: portano con loro spensieratezza e un po’ di sana noia e intorpidimento. Ed è proprio durante gli attimi di ozio assoluto, quando il tempo sembra dilatarsi tra il rumore delle cicale e l’odore della crema solare, che un buon libro può fare la differenza.
Che sia in spiaggia tra un bagno e l’altro, su un prato in montagna inebriati dall’odore di libertà, o a casa rigenerati dal fresco del ventilatore, l’estate è il momento perfetto per concedersi dei momenti di sana alienazione: basta un buon romanzo per riuscire a evadere dalla routine, dal caldo della città o dalla frenesia delle giornate di mare. L’importante è trovare le giuste pagine da cui farsi rapire e individuare il genere in cui ci si vuole immergere, per risolvere un mistero, riflettere o divertirsi, così da impegnare il tempo che resta tra un’uscita e l’altra, facendolo diventare “di qualità”.
Nasce così questa raccolta di libri, perfetti per una vasta gamma di lettori e non , che vogliono farsi un regalo sentendosi accolti dalle parole, rispecchiandosi in esse o che vogliono semplicemente farsi tenere compagnia.
- “Finché il caffè è caldo”,diToshikazu Kawaguchi
In questo romanzo una piccola caffetteria di Tokyo si trasforma in una sorta di tempio del caffè. Esiste una leggenda: in questo posto è possibile viaggiare nel tempo e rivivere un momento che ha cambiato la vita degli avventori. Per farlo bisogna sedersi su una sedia speciale, ma essa deve essere prima liberata da chi vi è sempre seduto, ma che non si alza facilmente. Quando viene versato il caffè nella tazza, come per magia, la caffetteria viaggia nel tempo per chi è seduto. Ci sono cinque regole da seguire, ma due sono le più importanti: mentre si rivive il momento si deve gustare il caffè a piccoli sorsi e, soprattutto, si può restare nel passato solo fino a quando il caffè è caldo, non lo si deve mai far raffreddare, altrimenti…
Con uno stile semplice e poetico, Kawaguchi ci regala storie dolci-amare di rimpianti, amori perduti e seconde possibilità. Una lettura che commuove senza retorica, perfetta per chi sotto l’ombrellone cerca emozioni delicate e riflessioni leggere ma profonde, che ci fanno chiedere quanto sarebbe diversa la nostra vita se avessimo preso una scelta differente. Il susseguirsi di quattro storie diverse e accomunate solo dal desiderio di rivivere il passato, ci tiene compagnia, permettendoci di compiere un viaggio di introspezione: accompagnando i protagonisti nel loro viaggio, lo compiamo anche noi.
“Da adesso in poi, che ne è del futuro?”
“Be’, visto che il futuro non è ancora successo, credo proprio che dipenda da te…”
- “Un animale selvaggio”,diJoël Dicker
Ginevra, estate 2022. Una coppia elegante, una casa perfetta, una vita invidiabile. Sophie Braun e il marito Arpad vivono con due figli in una magnifica villa al limitare del bosco. Il vicino, un poliziotto sposato e con un passato lavorativo impeccabile, sembra ossessionato da quella felicità. Ma dietro le apparenze si cela qualcosa di oscuro. Quando una rapina sconvolge un quartiere tranquillo, comincia a svelarsi un intreccio teso e misterioso, fatto di segreti, doppi giochi e istinti incontrollabili.
Dicker è la scelta ideale per chi cerca una lettura avvolgente, che lo “rapisca” completamente. Grazie alla sua scrittura serrata, cinematografica, incalzante e piena di colpi di scena, lo scrittore non ci permette di staccarci dalle pagine, che per qualche giorno diventeranno le nostre migliori amiche. Tutti i libri di Joël sono una validissima alternativa per chi ama il genere giallo e che vuole sperimentare qualcosa di diverso dai soliti classici. Tutti i suoi romanzi sono delle perle della letteratura, forse tra tutti il più bello è “La verità sul caso Harry Quebert”, che vanta una profondità rara. Tutti sono scorrevoli e così travolgenti da rendere impossibile la lettura in più di una settimana. Ciò che potrebbe frenare? La lunghezza. Sono i classici libri definiti “mattoni” da un occhio un po’ cinico. Per questo “Un animale selvaggio” è forse l’alternativa più adatta se lo si vuole far entrare in uno zaino o nella borsa del mare. Ma Joël Dicker fa innamorare anche chi non è “istruito” alla lettura: dopo aver “vissuto” un suo libro non si può far a meno di tornare in libreria per continuare a scoprire il mondo di questo autore.
“Ma gli animali selvaggi sono come gli uomini. Li puoi ammansire, truccare, travestire. Puoi dare loro amore e speranza. Ma non puoi cambiare la loro natura.”
- “L’ultimo giorno di un condannato”diVictor Hugo
Un piccolo libro, una voce sola, e un’intera esistenza che si consuma nel giro di poche ore. Hugo ci fa entrare nella mente e nell’anima di un uomo in attesa dell’esecuzione: niente nome, nessun dettaglio superfluo, solo un susseguirsi di pensieri, paure e speranze spezzate che diventano sempre più reali con il susseguirsi delle ore, le ultime per l’uomo di cui stiamo leggendo.
Ci spostiamo su un qualcosa di più complesso, filosofico, perfetto per chi vuole approfittare dell’estate per guardarsi dentro e interrogarsi sulla giustizia, la libertà e la dignità umana. Un classico che non passa inosservato, che fa sorgere domande, dubbi, e che tiene così occupata la mente nei momenti morti. Da leggere tutto d’un fiato, magari all’ombra di un albero, un po’ in contemplazione, dove ogni parola pesa quanto una pietra.
“Se tutto, attorno a me, è monotono e incolore, dentro di me, non c’è forse una tempesta, una lotta, una tragedia?”
- “Io prima di te”diJojo Moyes
Il romanzo racconta dell’intreccio di due vite molto diverse: quella di Louisa Clark, una ragazza abituata ad accontentarsi, ordinaria, con una vita fin troppo semplice, e quella di Will Traynor, un uomo affascinante e ricco, costretto su una sedia a rotelle dopo un incidente che lo ha reso tetraplegico. Lou viene assunta per occuparsi di lui e, giorno dopo giorno, tra litigi, piccoli e grandi gesti, tra i due nasce un legame speciale, profondo e inaspettato, che con il tempo libererà Lou dalla gabbia che lei stessa si è creata.
Questo è il libro perfetto per chi ama le storie d’amore non scontate, capaci di far sognare ma anche riflettere. Un romanzo che regala momenti romantici e profondi, in cui si alternano risate e lacrime in un’altalena di emozioni autentiche. Non annoia mai: ti accompagna dove pensi di sapere già cosa accadrà, e invece sorprende. Le parole avvolgono come un abbraccio, e ogni pagina è un piccolo tuffo nei sentimenti, soprattutto le ultime, con una lettera finale che resta scolpita nel cuore di chi la legge. Ideale per chi, sotto l’ombrellone, non ha paura di commuoversi e cerca una lettura che lasci il segno senza diventare mai pesante.
“Non puoi cambiare le persone. Puoi solo amarle”
- “Se i gatti scomparissero dal mondo”,diGenki Kawamura
Cosa accadrebbe se scomparissero i gatti? Ma soprattutto: cosa saremmo disposti a sacrificare per vivere un giorno in più? Questo romanzo giapponese parte da una premessa surreale ma toccante: un postino trentenne scopre di avere un tumore al cervello e pochi giorni di vita. A questo punto compare il Diavolo, che è pronto a proporgli un patto: per ogni giorno di vita in più, dovrà decidere cosa far scomparire per sempre dal mondo. Da questa premessa parte una profonda riflessione sull’attaccamento alle cose, sui legami, sul valore dei ricordi, sull’amore…soprattutto quello per i gatti.
Quello di Kawamura è un romanzo che incanta, semplice e delicato, a tratti buffo, capace di strappare qualche tenera risata e di far commuovere con la stessa intensità, perfetto da mettere in valigia per leggerlo durante un lungo viaggio per ingannare il tempo prima di arrivare a destinazione. I capitoli, così come il libro stesso, sono brevi e con uno stile semplice e limpido. Il tono è rilassante ma profondo nel significato, dal ritmo propriamente estivo. È ideale per chi si vuole lasciar coccolare da una lettura leggera ma con una morale intensa, che riporti alla mente tutte le cose a noi più care e ci spinga a chiederci fino a che punto non vi rinunceremmo mai. E forse i padroni dei gatti li abbracceranno un po’ di più durante la lettura.
“Grazie a lui ho capito che le emozioni nascono nel momento in cui le persone parlano di qualcosa che amano veramente e con tutto il cuore, a prescindere da quale sia l’oggetto del loro amore”
- “Eppure cadiamo felici”diEnrico Galiano
Gioia è una ragazza un po’ diversa dagli altri: ama le parole, soprattutto quelle intraducibili, e vive un po’ ai margini, lontana dalle mode e dai social. Quando si trasferisce in una nuova città con la madre, tutto le appare grigio e complicato, anche a scuola. Una sera Gioia incontra Lo, un ragazzo misterioso che gioca a freccette in un bar chiuso. Tra i due nasce un legame speciale, fatto di conversazioni profonde e momenti di intesa. Finalmente i due vengono rapiti l’uno dall’altro. Lo, però, scompare improvvisamente, e Gioia dovrà scoprire un segreto importante che riguarda lui e la vita stessa.
“Eppure cadiamo felici” è un romanzo di formazione, il primo di Enrico Galiano, che poi ha proseguito per questa strada per i romanzi successivi. Il libro parla di adolescenza, di solitudine, di ricerca di sé e di amore, con uno stile dolce e riflessivo. Adatto, anzi necessario, per i ragazzi ma anche per gli adulti, che possono imparare tanto da una storia che fa pensare e sentire, e che racconta la forza delle parole e la bellezza di essere diversi. Ricco di frasi da sottolineare, ricordare e condividere, Enrico Galiano insegna a guardarsi dentro, ma mai in modo pesante: sempre in tono dinamico e strappando un sorriso.
“Sai perché mi scrivo sul braccio tutti i giorni quelle parole, “la felicità è una cosa che cade?” (…) Per ricordarmi sempre che la maggior parte della bellezza del mondo se ne sta lì, nascosta lì: nelle cose che cadono, nelle cose che nessuno nota, nelle cose che tutti buttano via.”
- “L’Onda”diTodd Strasser
Basato su un esperimento realmente accaduto in una scuola americana, “L’Onda” racconta di un insegnante che decide di far vivere ai suoi studenti un esperimento sociale per spiegare come possono nascere i regimi totalitari. Quello che parte come un gioco educativo però sfugge rapidamente al controllo, e il gruppo comincia a seguire ciecamente regole rigide, trasformandosi in una sorta di setta.
Per ultimo ci spostiamo su un qualcosa di un po’ meno leggero, che è adatto per chi vuole vivere i momenti di “stop” guardandosi comunque attorno, ponendosi domande e riflettendo su se stesso e sul mondo circostante, così da ingannare il tempo che si passa a casa per ripararsi dal caldo. Un romanzo dispotico, sulla scia di 1984 di Orwell, intenso, a tratti inquietante, da alternare con i precedenti consigliati. È una lettura che fa riflettere sul potere, il conformismo, la fragilità della libertà, sul passato e sul presente. Piccolo, compatto, non leggero ma avvincente, tra questi sicuramente potrebbe essere il preferito degli storici e degli amanti dei libri che mostrano una cruda realtà. Ideale per l’estate di chi cerca un libro che stimoli un dibattito interiore e sviluppi un maggiore pensiero critico.
“Supponiamo che io possa dimostrarvi che grazie alla disciplina è possibile ottenere potere. Supponiamo di poterlo fare qui, in quest’aula. Voi che ne direste?”
L’estate è il momento perfetto per staccare la testa, abbandonare la routine e sperimentare. In questo caso sperimentare stili, generi e penne diverse, riflettendo, sorridendo, emozionandosi, stupendosi o vivendo la suspense. Tutti e sette i libri sono, ognuno a modo loro, dei fantastici compagni: Toshikazu Kawaguchi permette l’immersione in una realtà fantastica, Joël Dicker mantiene col fiato sospeso, Victor Hugo muove alla riflessione, Jojo Moyes fa sperare ed emozionare, Genki Kawamura induce a sorrisi teneri e a pensieri più profondi, Enrico Galiano fa sentir accolti i ragazzi e fa ricordare cosa vuol dire esserlo a coloro che non lo sono più, Todd Strasser spinge a chiedersi cosa avremmo fatto se ci fossimo trovati in una situazione simile al libro.
Sette trame diverse, sette autori diversi. Miliardi di parole a tenere compagnia. Basta scegliere il libro giusto per lasciarsi andare, per farsi stupire non solo dai tramonti o da posti nuovi visitati ma anche da frasi sottolineate o da una storia che, magari senza saperlo, stavamo aspettando da tempo.
“La lettura è il viaggio di chi non può prendere un treno”
Francis de Croisset
diFrancesca Bernard
Studentessa presso il Liceo Classico e Scientifico “PIETRO GIANNONE” Caserta, Classe VB.
Corrispondente da Caserta.




