José “Pepe” Mujica: il Presidente illuminato

José “Pepe” Mujica

José “Pepe” Mujica: il Presidente illuminato

Presidente dell’Uruguay dal 1° Marzo 2010 al 1° Marzo 2015

Martedì, 13 Maggio 2025, si è spento José Mujica, 89 anni, dopo aver a lungo lottato con un tumore all’esofago e, di conseguenza, mercoledì, per le strade principali di Montevideo, capitale uruguaiana, ha sfilato il corteo funebre in memoria del “presidente più povero del mondo”. Ex guerrigliero nei Tupamaros (organizzazione para bellica di ispirazione comunista attiva tra gli anni Sessanta e Settanta) deputato, senatore e ministro dell’ allevamento, agricoltura e pesca ma anche leader del gruppo del MMP (Movimento di Partecipazione Popolare) fino alle sue dimissioni. Nel 2009 vinse le elezioni presidenziali, battendo il suo avversario Lacalle e inaugurando una nuova stagione politica in Uruguay, paese dalla struttura complessa e difficile da gestire nel suo insieme. El Pepe, poco prima di morire, nel bel mezzo di tutta una serie  di interviste, aveva dichiarato espressamente di voler essere sepolto, senza alcun pomposo cerimoniale, ai piedi di un albero nell’umilissima fattoria dove aveva sempre vissuto da quando era stato liberato (fu rinchiuso, per quasi 12 anni, in un carcere militare, la maggior parte dei quali passati in completo isolamento, uscendo da questa severissima detenzione con gravi problemi, soprattutto psicologici, come allucinazioni acustiche e paranoia.) Nello stesso luogo era stata da lui sepolta, con il cuore spezzato e gli occhi languidi, Manuela, la sua fedele compagna a quattro zampe. La sua azione politica, come quella di tutti i suoi colleghi in fondo, è stata da un lato apprezzata, divenendo bandiera della neo-sinistra sudamericana, e dall’ altro contestata, accusata di profonda ipocrisia. A detta dei giornali e delle persone che lo hanno conosciuto, José era un uomo sincero, molto empatico e dotato di grande cultura. Non è un caso che decise di donare più del 90% del suo stipendio da presidente in beneficenza, aiutando miracolosamente il suo popolo. Rivoluzionò l’Uruguay con alcuni provvedimenti molto cari ai progressisti come: depenalizzazione dell’aborto; approvazione del matrimonio gay e dell’adozione da parte di coppie omosessuali; legalizzazione della coltivazione e della commercializzazione della marijuana, sotto il patrocinio statale. Nel suo paese, però, il suo operato è stato parecchio discusso perché non avrebbe saputo avanzare una soluzione seria e definitiva a problemi che spaccavano, e spaccano tutt’ora, lo stato latino-americano: agricoltura macroestensiva che ha devastato la fauna e la flora locali; aziende estere che, infiltrandosi nel territorio, lo hanno modificato profondamente; deficit fiscale e criminalità che hanno minacciato la compattezza statale uruguaiana. In ogni caso, a parer mio, occorre ricordare l’uomo ancor prima del politico e pensare a José Mujica come un Presidente illuminato. Potrei assai dilungarmi sulla storia di El Pepe, ma preferisco omaggiare la sua memoria così, ricordando uno spezzone di una sua intervista contenuta nel sorprendente documentario Human (2015), realizzato da Yann Arthus-Bertrand:  “O riesci ad essere felice conpoco ed essere minimalista, perché la felicità sta dentro di te, o non ottieni nulla. Questo non è un inno alla povertà ma un’apologia della sobrietà. Da quando abbiamo inventato una società consumista e da quando l’economia deve crescere perché, se non cresce è una tragedia, abbiamo inventato una montagna di consumi superflui. Devi vivere comprando e buttando via. Ma quello che stiamo spendendo è il tempo della vita perché, quando io compro qualcosa, non lo compro con i soldi, lo compro con il tempo della vita che ho speso per avere quei soldi. Con una sola differenza: che l’unica cosa che non puoi comprare è la vita. La vita si vive ed è miserabile trascorrere la vita perdendo la libertà.”

 

A cura diLilio Testa,

Corrispondente da Caserta.

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