Prospettive criminologiche nel contesto dei reati artistici e in particolare calligrafici

In foto: Carla Di Carlo, discussione Tesi Corso di Alta Formazione in "Criminologia dell'Arte"

L’ambito intrinsecamente interdisciplinare della criminologia dell’arte riguarda lo studio di tutto ciò che affligge il patrimonio culturale e artistico, ne analizza le dinamiche e le cause, studia come prevenire e come rispondere fattivamente a tale fenomeno. In linea con la definizione più ampia di criminologia, intesa come disciplina scientifica, la criminologia dell’arte ne applica i paradigmi a un campo specifico di beni di valore.

In questo contesto generale, la calligrafia emerge non semplicemente nell’accezione di sistema di scrittura o di scrittura d’apparato, ma come una forma d’arte primaria, meritevole di una rinnovata considerazione e di uno studio attento e approfondito nell’ambito di quel dominio multiforme e incredibilmente complesso che è la storia della scrittura.

La prospettiva si fonda pertanto sull’assunto che la calligrafia, fin dalle sue più remote origini e nelle intersezioni di qualsivoglia coordinata cronologica e geografica, possiede una valenza estetica intrinseca e autonoma che la eleva oltre la mera funzionalità comunicativa, fino a liberarla dai vincoli con il tenore testuale che pur è tenuta a porgere.

Ecco dunque che la calligrafia, in quanto opera d’arte, dotata di un inestimabile, specifico portato antropologico e simbolico, è particolarmente vulnerabile a molteplici forme di dinamiche criminali.

La comprensione fenomenologica e il contrasto della criminologia dell’arte calligrafica richiedono un approccio integrato che attinga dalla criminologia tout court e dalle scienze forensi, con un accento particolare sulla grafologia forense declinata nel campo calligrafico.

Questo implica, almeno nel mondo occidentale, competenze di paleografia e di storia della scrittura in epoca moderna e contemporanea – dato che è sicuramente vero che qualsiasi calligrafia sottende una scrittura corrente, non è altrettanto vero che ogni scrittura corrente vesta abiti artistici –, di storia della stampa e dei caratteri tipografici, di storia dei modelli didattici della scrittura e, dunque, di storia della scrittura latu sensu, anche nelle sue manifestazioni interne alla pittura, scultura e così via, ovvero nella storia dell’arte.

Diverse culture, come quella cinese e islamica, hanno storicamente considerato la calligrafia una forma d’arte superiore, legata a concetti spirituali e filosofici oltre che artistici ed espressivi.
In Oriente la calligrafia è la forma d’arte visiva per eccellenza.

La transizione dall’ufficio primario di fissare una narrazione del linguaggio umano in via definitiva, ad imperitura ac perpetuam rei memoria – strumento-principe per la tradizione sia di testi religiosi, sia documentale, ausilio unico di rappresentazione – a quella di opera d’arte implica una trasformazione nella percezione del suo valore potenziale e attuale, nonché delle sue funzioni: da mezzo di registrazione e comunicazione assurge a oggetto artistico ‘totale’, sicuramente dotato di una propria autonomia estetica per gli occhi e la voce che le potranno dare e ridare vita.

Il valore economico di opere calligrafiche sul mercato dell’arte ne è una piena conferma, in virtù delle quotazioni elevate che possono raggiungere, ciò che le rende bersagli attraenti e allettanti per attività criminali quali il furto, la frode e, in particolare, la falsificazione, come ampiamente documentato per il più vasto settore del crimine artistico. Si può quindi affermare che la stessa trasfigurazione artistica della scrittura getta le basi per la vulnerabilità al crimine calligrafico.

Pertanto, analizzare le dinamiche criminali specifiche che coinvolgono le opere calligrafiche, valutare l’efficacia degli strumenti di analisi forense attualmente disponibili per la verificazione e l’autenticazione di tali opere e, infine, proporre strategie integrate di prevenzione e contrasto ai fini conservativi e di tutela del patrimonio calligrafico, è uno dei compiti della criminologia dell’arte, con tutte le indispensabili integrazioni di saperi e conoscenze afferenti a quelle discipline che lambiscono la calligrafia, per indagare le interazioni peculiari tra arte calligrafica e crimine.

 

diCarla di Carlo
Impiegata e Grafologa
Corsista I Edizione Corso di Alta Formazione in “Criminologia dell’Arte”,
da Pesaro (PU).

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