Spunti per una rilettura della fabula sarda di Modigliani dal punto di vista della CRA

In foto: Margherita Corrado, discussione Tesi Corso di Alta Formazione in "Criminologia dell'Arte"

Dall’autunno del 2021 in qua, ho avuto modo di affrontare in diverse sedi, prima genericamente, poi sempre più nel merito, la vicenda delle presunte pagine dell’adolescenza di Amedeo Modigliani che lo avrebbero visto fisicamente presente nella Sardegna sud-occidentale, tredicenne, e avrebbero propiziato uno dei suoi primi ritratti ad olio, realizzato verso il 1900 in stile tardo-macchiaiolo e raffigurante una giovane morta nel 1898. Pagine inedite, queste sarde, prima del 2000 per gli addetti ai lavori e prima del 2005 per il grande pubblico.

Allo stesso modo, nel 2010, la novità assoluta di un soggiorno siciliano di Modì fu affidata ad una mostra che esponeva anch’essa un’opera inedita, l’uno e l’altra smentiti, però, immediatamente, dalla stampa nazionale, e mai più riproposti. Lafabula sardanon è diversa da quella sicula ma ha avuto la sfortuna di essere demolita ‘solo’ sulla stampa sarda e, dopo essersi inabissata per qualche anno, è riuscita a riemergere e farsi addirittura assegnare una patente di legittimità dal Ministero della cultura. Da allora in poi è stato tutto un crescendo.

Lo spoglio delle fonti archivistiche, pubblicato nel 2024 nel saggioModigliani, la Sardegna e “lo tsunami della fantasia”, ha però asseverato la sospetta infondatezza di una tradizione per nulla spontanea, e vecchia di appena qualche decennio. Da ultimo, anche l’approccio alla vicenda con gli strumenti della criminologia d’arte, argomento del lavoro di tesi, ha confermato il carattere suggestivo dell’intera narrazione, non supportata da dati oggettivi.

 

diMargherita Corrado
Archeologa
Corsista I Edizione Corso di Alta Formazione in “Criminologia dell’Arte”,
da Crotone.

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