Verità Illusoria: Il Fascino del Falso nella Storia dell’Arte

Daniela Tidei, Discussione tesi, Corso di Alta Formazione in "Criminologia dell'Arte.

Il presente elaborato analizza il fenomeno del falso nell’arte in una prospettiva storica, giuridica, estetica e criminologica, evidenziando come esso costituisca un elemento strutturale e non marginale della cultura artistica. Il falso, lungi dall’essere soltanto un inganno da smascherare o un reato da perseguire, si rivela un potente strumento di riflessione sui meccanismi di costruzione del valore, dell’autenticità e della fiducia, che regolano la produzione e la fruizione delle opere d’arte. L’obiettivo principale della ricerca è quello di ricostruire l’evoluzione storica, normativa e culturale del falso artistico, mettendo in luce la trasformazione del concetto di autenticità e la crescente importanza dell’approccio interdisciplinare nella prevenzione e nel contrasto delle falsificazioni.

L’indagine integra strumenti di analisi storico – artistica, giuridica, sociologica e psicologica, con particolare attenzione alle esperienze operative del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e del Laboratorio sul Falso dell’Università Roma Tre. Il primo capitolo introduce il tema del falso come specchio della società e come oggetto di studio della criminologia dell’arte ripercorrendo la storia della falsificazione, dalle origini antiche alla contemporaneità, evidenziando come ogni epoca abbia costruito le proprie forme di falso in base ai valori dominanti e ai sistemi di potere. Il secondo capitolo si affronta la relazione tra autenticità e mercato, analizzando il ruolo del conoscitore, delle istituzioni museali e dei meccanismi di legittimazione, attraverso le riflessioni di studiosi come Mark Jones, Cesare Brandi e Umberto Eco. Nel terzo capitolo si esplora la dimensione psicologica e sociologica del falsario, ricostruendo i profili, le motivazioni e i casi più significativi nella storia recente. Il quarto infine, analizza l’evoluzione normativa italiana nella lotta ai falsi d’arte — dal Decreto Albani del 1733 alla Legge 9 marzo 2022 n. 22 — e il ruolo operativo delle istituzioni, in particolare del Comando Carabinieri TPC e del Laboratorio sul Falso, sottolineando la necessità di un approccio tecnico – scientifico e di una responsabilità etica condivisa nel sistema dell’arte.

Nelle riflessioni conclusive si propone una lettura del falso come chiave interpretativa dei rapporti tra verità, memoria e identità culturale. Il lavoro evidenzia come la falsificazione artistica non sia soltanto un atto di frode, ma un fenomeno complesso che coinvolge dimensioni giuridiche, economiche, morali e percettive. Contrastare il falso significa, oggi più che mai, difendere la memoria collettiva, la conoscenza e la fiducia nel patrimonio culturale, promuovendo una cultura dell’etica e della trasparenza come fondamento della tutela dell’arte.2

diDaniela Tidei
Giuda Turistica
Corsista I Edizione Corso di Alta Formazione in “Criminologia dell’Arte”,
da Roma.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati*